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confraternita della madonna assunta

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La confraternita della B.V. Assunta "nella storia"

Secondo un'antica tradizione l’attuale Confraternita della Beata Vergine Assunta fu fondata da S. Bernardino da Siena attorno al 1430 come Compagnia o Scola dei Disciplini o dei Battuti, nella chiesa dedicata alla B. Vergine e a S. Lorenzo. Di fatto, la presenza della Compagnia dei Battuti è già documentata nel 1416, ed è espressione dell’esigenza di rinnovamento spirituale che si va diffondendo tra i laici, anche per impulso degli ordini mendicanti, francescani e domenicani, attivi entrambi in Valtellina, pur senza contarvi dei conventi.
La vicinanza del convento di S. Antonio dei domenicani, fondato nel 1457, e la disponibilità dei frati a officiare nella chiesa, creerà quei duraturi  legami che si instaureranno anche, nel corso del Seicento, coi Cappuccini e i Francescani Riformati dopo l’apertura dei rispettivi conventi a Morbegno e a Traona, fino alla soppressione napoleonica.
Dopo il Concilio di Trento la Confraternita, denominata della Beata Vergine Assunta, riceve nel 1617 l’approvazione ufficiale del vescovo di Como Filippo Archinti, ma continua a vedersi riconosciute forme di autonomia dal parroco e dal vescovo, concesse da privilegi pontifici agli inizi del Cinquecento.
Agli inizi dell’Ottocento, per evitare la soppressione, la Confraternita si unisce con quella del SS. Sacramento di S. Pietro, come sezione bianca, aggiungendo, per l’occasione, la mantellina rossa sopra il tradizionale abito bianco dei disciplini.
Dopo un secolo di tensioni e la graduale ripresa della propria autonomia, seppure mai riconosciuta con atto formale dell’autorità né statale né ecclesiastica, la Confraternita nel 1898 ha accolto fra i suoi membri, come priore onorario, il vescovo di Como Teodoro Valfrè di Bonzo, poi cardinale, e ha ottenuto nel 1922 dal Vicario Generale l’approvazione di nuove Regole.

La confraternita della B.V. Assunta "oggi"

Negli ultimi decenni, i radicali cambiamenti economici, sociali e culturali hanno portato al declino e alla scomparsa di numerose confraternite anche nella nostra diocesi. Si sono affermate contemporaneamente altre forme di associazionismo e di organizzazione parrocchiale su basi diverse dalla devozione tipica della confraternita, che ha sempre mirato, in armonia con la vita parrocchiale, al decoro delle funzioni liturgiche, ai riti di suffragio per i defunti, alla manutenzione della chiesa e dei suoi arredi in modo diretto, come forma di compartecipazione e di corresponsabilità.
La confraternita dell'Assunta è erede della spiritualità espressa dalle forme associative laicali che hanno costituito un rilevante fenomeno a livello europeo, su cui si incentra oggi l'attenzione degli studiosi. Vale la pena di chiedersi come mai a Morbegno - ma non solo - è un patrimonio ancora vivo, e soprattutto – crediamo - di impegnarsi perché rimanga come arricchimento della vita parrocchiale nelle sue diverse articolazioni. In sintesi si può affermare che:

1) la confraternita come associazione favorisce l'aggregazione, e quindi la formazione di una vera e propria comunità, all'interno della più ampia comunità parrocchiale,

  • nella partecipazione alla liturgia
  • nella responsabilità della gestione
  • nelle attività pratiche di manutenzione della chiesa e dei fabbricati, della preparazione delle feste
  • nella partecipazione comunitaria alle più importanti cerimonie della parrocchia

2) la spiritualità della confraternita mantiene vivi e testimonia a tutta la comunità parrocchiale, attraverso l' impegno concreto, alcuni valori irrinunciabili della nostra religione:

  • il fine trascendente della vita umana.
  • il cammino comunitario verso questo fine
  • la permanenza del vincolo comunitario tra vivi e defunti -la devozione mariana
  • la liturgia e il culto comunitario non solo come impetrazione ma anche come ringraziamento, lode "gratuita", contemplazione
  • il senso del sacro che si esprime col decoro nelle azioni di culto e col canto (anche in latino).

L'auspicio dei confratelli è che questo patrimonio di fede venga sostenuto dal clero, interpretato e presentato nella forma più idonea, debitamente aggiornato, dove necessario, in modo che non vada disperso, a scapito dell'intera vita parrocchiale

 
Per informazioni: info@parrocchiadimorbegno.org
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