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la pasqua del nostro tempo

Ogni anno e tutte le volte che celebriamo l’Eucaristia festeggiamo la Pasqua del Signore, la Pasqua che abbraccia tutti i tempi e tutti i luoghi.

Cosa ci dice quest’anno di particolare e di nuovo questa liturgia? E’ quello che cercherò di comunicarvi prendendo spunto da argomenti attuali e concreti, quelli come si usa dire “eticamente sensibili”.

Mi si permetta di focalizzare un punto in particolare che secondo me è il più importante: LA VITA, quella che il Signore ci ha donato per poter partecipare alla Sua e alla nostra resurrezione.

Gioia nei nostri cuori dunque, alleluia, cantiamo l’inno alla vita e ringraziamo Dio nostro Padre che nella vita ci ha donato lo Spirito per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo rendendoci partecipi della gioia eterna, nostra speranza e nostro unico motivo dell’esserci. L'alleluia è il canto della vita, della gioia, del credo carico di speranza, coraggioso, grintoso, battagliero, capace di martirio. E’ il canto di tutti noi che ringraziamo Dio di esserci, di avere avuto il dono della vita. Dal NULLA noi siamo stati creati e preghiamo per tutti quelli che avrebbero potuto essere insieme a noi, ma che sono stati negati dall’uomo. Vivere la Pasqua significa pensare in modo nuovo, cose nuove, per motivi nuovi: Cristo è il primo “Nuovo”, la novità in assoluto e vuole che noi portiamo questa novità ovunque andiamo e dovunque ci muoviamo. E’ necessario oggi più che mai che la cultura della vita trionfi sulla cultura della morte. E ancora, é necessario che l’uomo rivaluti l’uomo e comprenda e faccia comprendere la grandissima importanza dell’esistere, del poter esserci.

Coltivare la vita è accogliere la Pasqua. Detto questo non si può fare a meno di inneggiare a canti di gioia per la vita donataci gratuitamente. Ringraziamo quindi il Signore per il dono ricevuto e facciamo partecipi gli altri di questa grazia.

Mai come oggi il tema vita è di grande attualità. Si vuol “cosificare” l’uomo rendendolo manipolabile, strumentalizzabile e prendibile per falsi fini scientifici e filantropici; in realtà si cerca solamente il proprio “ioutilitaristico ed il proprio benessere materiale. Il Signore ha dato all’uomo la capacità di dominare le cose create, ma questo non costituisce un potere assoluto, ed è qui il punto. Esiste un LIMITE oltre il quale non si può andare perché è prerogativa ESCLUSIVA di Dio. Un esempio è quello della manipolazione della vita e della morte in tutte le loro manifestazioni. Importante è dunque capire qual è questa linea di demarcazione che separa il Creatore dall’uomo creato, cosa assai difficile. Si vuol decidere sulla vita e sulla morte e persino sul come si deve morire. Ebbene, tutto questo ripete amaramente l’antico peccato di Adamo ed Eva, quello di volersi sostituire a Dio, lo stesso peccato che ci ha tolto l’Eden per sempre. L’invito che io posso farvi è spontaneo, accorato e sincero:diffondiamo con forza e senso del dovere la cultura della vita. Non fa niente se saremo accusati di essere fuori dal tempo, di non essere moderni. Dobbiamo capire a fondo l’importanza della vita e per farlo è necessario riferirsi ai concetti base che purtroppo dimentichiamo troppo spesso e che qui tento di riassumere: l’evento vita è sacro in tutti i suoi aspetti in quanto ci permette di essere simili a Dio, di essere divini pur rimanendo uomini, di far parte stessa del Suo essere Dio, di godere della Sua predilezione e del Suo amore.

Soffermiamoci a pensare: quell’essere che è stato concepito “per errore” ed è stato rifiutato dall’uomo è per il Creatore l’unico, l’irrepetibile, il voluto da Lui, colui per il quale molto tempo fa un “certo” Gesù si è fatto ammazzare. Come quell’embrione non ce ne saranno più di uguali, mai più, era l’unico, era colui al quale Dio aveva pensato da sempre sin dall’inizio dei tempi e lo ha amato sin da allora. E ancora: si sarebbe chiamato Luigi, sarebbe stato contento di esserci, avrebbe aiutato molte persone, avrebbe amato e sarebbe stato amato, avrebbe sofferto, avrebbe gioito; purtroppo nulla di fatto: la libertà dell’uomo, alle volte il capriccio, ha violentato la libertà dell’uomo e quindi di tutto questo non se ne fa nulla; libertà dunque negata sin dall’inizio per affermare la propria. Certo, l’uomo è reso libero, ma dovrà un giorno rendere conto a Qualcuno.

Ecco, vorrei dire che l’amore di Dio ha questo di misteriosamente stupendo e affascinante: Egli considera il singolo uomo come se fosse l’unico esistente su tutta la terra. Penso che gli orrori che si leggono quotidianamente sui giornali derivino proprio dal fatto che ci sentiamo troppo poco importanti; ci sentiamo “uno dei tanti” che nasce, che passa e se ne va senza lasciare traccia. Noi stessi purtroppo ci prestiamo inconsapevolmente ad essere “oggetti” da gestire, dati “in pasto” alla pseudomodernità e alle sue macchinazioni, ad una scienza che vuole sostituirsi a Dio, al relativismo etico dove ciò che più conta non è la verità, ma il parere maggioritario, l’interesse dei singoli, dove l’opinione personale finisce per dettar legge e a sua volta questa legge viene ritenuta da molti morale e lecita soltanto perché legge. Questo è il tranello.

La società nella quale viviamo ci promette vita lunga e felice facendoci credere come veri e raggiungibili i traguardi che non sono altro che effimeri e contingenti. Alla fine, come sempre, si avvereranno solo ed esclusivamente i progetti di Dio, di quel Dio “capovolto” come alcuni Lo chiamano perché la Sua logica è quasi sempre l’esatto contrario della nostra.

Il mio pensiero infine va sempre a tutti coloro che non hanno la fortuna di avere la salute e l’amore, beni primari ai quali l’uomo aspira da sempre.

Penso infatti a coloro che nascono con grosse disabilità, a coloro che conducono una vita nella povertà e nell’indigenza, a coloro che sono vittime e schiavi della droga e dell’alcool, a tutti coloro ai quali la società per un motivo o per l’altro si rivolge come ad esseri inferiori. In realtà il Dio “capovolto” si rivolge a questi nostri fratelli sfortunati come a dei prediletti, oggetti di particolare cura ed attenzione da parte Sua e destinati come tutti alla gioia eterna.

Se solo pensassimo a questa importanza quanto più rispetto per la vita ci sarebbe! La vita è sacra a prescindere dalla qualità. E’ importante viverla tutta e bene.

Ma forse per capire a fondo tutto questo discorso dovremmo avere gli occhi della vera fede.

 

Buona Pasqua a tutti

 

Lorenzo

 
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