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pasqua del signore
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Seguiamo le Sue orme sforzandoci di camminare come Lui ha fatto. Portiamo la nostra croce in vista della risurrezione che ci attende tutti. Facciamolo dando un significato vero a tutta la nostra vita che non sia doloristico o doveristico, ma vita donata con gioia e per amore come Gesù ha fatto per noi. Atei, filosofi e studiosi di altre religioni accusano noi cattolici di condurre una vita di mestizia, di dolore e di negazione di noi stessi. Non è così la nostra Pasqua, non è questa la vita che Gesù vuole per noi. E’ vero, in passato si ricercava la sofferenza, il castigo e l’autopunizione fine a se stessa, come giusta mortificazione e annullamento del corpo considerato la causa prima del peccato, ingombro e ostacolo alla santità e alla spiritualità. No! Non è così. Facciamoli pure i “fioretti” e le rinunce, ma non siano di danno alla nostra salute. Cerchiamo anzi di soffrire il meno possibile cercando le cose belle, quelle che ci fanno star bene spiritualmente e fisicamente. Gustiamo appieno la nostra vita, grande dono del Signore, rispettiamola e non dimenticandoci mai di farne partecipi gli altri. Il corpo va amato e curato. Il nostro patire quotidiano non diventi autolesionismo, ma mezzo e opportunità di santificazione. Non c’è morte senza vita; non c’è dolore che non preannunci la gioia, quella che il Signore ha preparato per noi. Per questo il mistero pasquale contempla morte e risurrezione insieme, unico e indissolubile mistero, croce e liberazione. Morte quindi non come oscurità, non come abbandono, non come esito finale, ma come inizio di beatitudine, morte che porta a nuova vita fatta di gioia infinita, incredibile e impensabile.
Non lasciamoci dunque deprimere, guardiamo sempre avanti con fiducia e con speranza consapevoli che Colui che ci ha creati e che ha vinto la morte ed il peccato ci ama e ci salva davvero. L’ottimismo ci chiama a fare il bene piuttosto che arrovellarci a non fare il male. La nostra attenzione sia rivolta a tutte le cose belle che il creato ci offre, dalle più piccole, lo sbocciare di un fiore, alle più grandi, il mistero della vita che nasce. Curiamola con amore questa vita in tutte le sue forme e non lasciamoci ingannare da teorie pseudoscientifiche che ci vorrebbero gestori e manipolatori della stessa. L’Autore vero, checché se ne dica, è e rimarrà sempre Dio che ci ha creati e pretende che noi siamo rispettosi del suo dono. Cerchiamo di vivere allora nella consapevolezza che se il premio che ci attende é così grande, giustificato sarà il portare la nostra croce con serenità ed abbandono in Colui che ci ama veramente. Amore verso la vita e grande speranza nei nostri cuori per un futuro di gioia. Buona Pasqua nel Signore Lorenzo
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Per informazioni: info@parrocchiadimorbegno.org
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